Memoria a lungo termine e amnesia, come funzionano?

Memoria a lungo termine e amnesia, come funzionano?

La maggior parte dei ricordi e delle emozioni di forma in ogni uomo con la cosiddetta memoria a lungo termine, quella che è capace di catalogare fatti, figure e gesti sia nell’immediato che nel futuro. Come allenare e tenere viva questa memoria lo insegna Gianni Golfera con il suo ‘metodo’ che prevede pochi passaggi concreti: il coinvolgimento emotivo, l’attivazione della memoria visiva e il principio dell’ordine per aiutare la memoria.

Tra quello che forma la memoria a lungo termine c’è certamente la memoria episodica, quella che deriva dalle situazioni vissute ogni giorno: basta incontrare una persona in un preciso luogo una volta sola perché si formi nella mente un ricordo dell’associazione tra persona e luogo. Un recente studio pubblicato su ‘Neuron’ ed effettuato dall’Università di Leicester ha scoperto che le basi di questa capacità sono nella regione cerebrale denominata lobo temporale mediale e sono legati all’attivazione di singoli neuroni associati tra loro.

Per arrivare a questa scoperta lo staff dei ricercatori ha messo a punto una sperimentazione per registrare l’attività di 600 singoli neuroni in quattordici soggetti con una grave forma di epilessia usando una serie di elettrodi impiantati nel lobo temporale mediale.

Nella prima fase dei test ai volontari è stata mostrata una serie di immagini di persone diverse, sia membri della propria famiglia oppure personaggi famosi, e di luoghi celebri nel mondo. Nella fase successiva, ai soggetti venivano mostrate immagini in cui erano associati con un fotomontaggio, una persona e un paesaggio e nella terza e ultima fase, sono state mostrate di nuovo le immagini di persone e di luoghi separatamente.

I soggetti dopo aver visionato una sola volta le immagini composite hanno memorizzato le associazioni tra persone e luoghi e nella terza fase i neuroni del lobo temporale mediale hanno iniziato ad attivarsi riconoscendo subito sia il personaggio che il luogo famoso. La conclusione è che nel lobo temporale mediale una buona quota dei neuroni che hanno risposto alla vista di singoli soggetti (persone o paesaggi) ha allargato la propria abilità per decifrare le associazioni proposte nell’arco di pochi secondi.

Uno studio fondamentale anche per risolvere i problemi di memoria e per la comprensione di disturbi neurologici con importanti deficit di memoria.

Quello più tipico è l’amnesia, soprattutto quella retrograda e quella globale. Perché se è normale che la memoria con il decadimento fisico si affievolisca, traumi cerebrali, ictus e malattie neurodegenerative possono avere conseguenze importanti anche sulla memoria, cancellando i ricordi più belli e importanti. Ecco perché l’allenamento quotidiano è fondamentale.